Un milione di libri consultabili liberamente in internet: è il frutto dell’accordo tra il ministero per i Beni culturali e Google Books, che entro due anni digitalizzerà volumi «fuori diritti» delle biblioteche centrali di Firenze e Roma, mettendoli quindi a disposizione di potenziali lettori in tutto il mondo, bypassando le procedure spesso laboriose con le quali normalmente si accede al fondi antichi nelle raccolte pubbliche. Il tutto senza esborsi da parte dello Stato, con un risparmio che è stato stimato in 100 milioni di euro, considerando gli investimenti messi in campo dalle biblioteche per digitalizzare 285 mila volumi, i primi che verranno riversati nel web.
L’operazione non è comunque scevra da critiche. E vero che si tratta di opere per le quali sono scaduti i termini del copyright, ma c’è chi si chiede a che pro Google arrivi ad accollarsi questa non indifferente spesa. Il rischio paventato è di un futuro, preoccupante monopolio culturale di un privato. Da Mountain View evidenziano invece i vantaggi che il mondo degli studi potrà trarne, anche in termini di conservazione dei volumi, che non dovranno così essere spostati e manipolati.
I primi a essere riversati nel web saranno i libri già digitalizzati dalle biblioteche italiane, circa 285 mila, Strali colmi di ironia sono stati rivolti anche in relazione alla scelta di titoli e autori, perché si parla sì di Dante, Petrarca e Giambattista Vico, ma le edizioni che verranno prese in considerazione appartengono ai secoli XVIII e XIX, con il limite per ora invalicabile del 1868.
E vero che si tratta del periodo di accese dispute filologiche sulle corrette lezioni dei testi, ma a più d’uno è sembrato un po’ assurdo mettersi oggi a consultare un Canzoniere o una Divina Commedia stampati nell’Ottocento, a meno di specifici interessi storici. Però è vero quanto afferma il comunicato diffuso da Google: “certi testi adesso misconosciuti e introvabili dell’Ottocento potranno servire a capire meglio l’humus culturale che ha portato centocinquant’anni fa all’unificazione italiana”.
Dalla fine del secolo XIX e soprattutto dopo la riforma Gentile della scuola, si è imposto un canone di libri da conoscere e studiare nelle aule, ma prima del 1868 le proposte sul campo erano diverse e, a distanza di tempo, possono essere presi in considerazione percorsi alternativi. Idem per gli erbari e la farmacopea di un tempo, cui guarda con rinnovato interesse la medicina alternativa.
Alla Rete di Google books hanno aderito anche le biblioteche delle università di Oxford e del Michigan e la biblioteca di Barcellona. I titoli confluiranno nel portale online Europeana della Commissione europea che tra i suoi partner italiani annovera già l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, la Fondazione Federico Zeri di Bologna, l’istituto e museo di storia della scienza di Firenze, la Biblioteca nazionale centrale di Firenze e il portale Cultura Italia.
Fonte: La Gazzetta di Parma
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2 commenti:
Buona Pasqua o meglio Pasquetta grande Klick.
LeNny.
:)
Tanti auguri anche a te, giorni difficili questi :P
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